LALE

 

LachiomaALEssandra

Lale

Autodidatta. Inizia da giovanissima a disegnare.

Poi gli studi, poi il lavoro.

All’inizio del 2013, dopo che l’azienda dove era impiegata ha cessato la propria attività, ha ripreso a disegnare e dipingere.

Cerca di acquisire le conoscenze e le informazioni tecniche necessarie per poter sperimentare materiali non usuali da incorporare nella pittura per dare forma e composizione alle proprie idee.

".....L'arte contemporanea, nella sua vasta e complessa varietà di manifestazioni, ci presenta le sue diverse realtà, espresse da artisti con stili e personalità eterogenee.

In questo quadro, dalle infinite e notevoli rivelazioni, si inserisce Alessandra LaChioma, che con la sua poetica fanciullesca e curiosa ne entra a far parte con delicatezza, quasi con timidezza.

L'arte di Lale è la vita rivisitata e reinterpretata in chiave intima e personale dall'artista che vuole indagarla e svelarne a piccoli passi i più profondi e nascosti segreti...."

 

ARAXI IPEKJIAN

Critica e Storica dell' Arte

estratto da "Il contemporaneo nell'arte"

(ed. ARSEV Ars et Evolutio)

 

I have approached art as a mere self-taught person. After the school degree I started working as an accountant until 2012, when the company that hired me ceased trading.

At the beginning of 2014 I resumed drawing, painting and devoting to the artistic composition. My interest in art was still alive.

I studied again by myself except for some special educational themes treated by a local painter. During the lessons I still attend, besides addressing to theoretical elements, I try to gain the knowledge and the

necessary technical information to experiment with unusual materials to be incorporated in the paint, to give shape and composition to my ideas and on which to develop the projects.

"....Contemporary art, in its vast and complex variety of events, shows us its different reality, expressed by artists with diverse styles and personalities.

In this framework, the endless and remarkable revelations, fits La Chioma Alessandra, who with his poetic childlike and curious he joined gently, almost shyly.

The art of life is Lale revisited and reinterpreted in a personal and intimate by the artist who wants to investigate it in small steps and reveal the deepest and most hidden secrets .... "

 

Araxi IPEKJIAN

Criticism and Historical of Art

excerpt from "The contemporary art"

(ed. ARSEV Ars et Evolutio)

Labirinti Cromatici

Alessandra La Chioma, nota anche con lo pseudonimo di “Lale”, nasce nel 1966 a Terni dove attualmente vive e lavora; è un’artista autodidatta che, fin da giovanissima, ha sempre amato il disegno e la pittura fino a tramutare questa passione in una vera e propria esigenza artistica ed esistenziale; solamente dal 2013 Lale riesce a dedicarsi totalmente all’arte fino a farsi catturare totalmente.

Lale è un’artista eclettica ed ama sperimentare tecniche miste applicate su vari supporti;

tra tutti predilige la tela, dove su di essa, si esprime nella sua totalità attraverso il colore.

L’artista ama trattare il supporto con stucchi in pasta, colla vinilica e acrilici, plasmando su di essa estensioni di materia e forma.

Nella sua arte miscela figurativo ed astratto materico, dove il suo tratto si affaccia lineare e deciso e dove si evince un equilibrio cromatico; quest’ ultimo, manifestato, non solo dalla perfetta simbiosi delle tinte applicate dall’artista, ma anche dal contrasto della rappresentazione discontinua del materico sul soggetto rappresentato.

L’ “Estetica” non è il concetto funzionale del suo percorso, ma lo è fondamentalmente il pensiero intimo. Quello che a Lale interessa non è la rappresentazione del ritratto classico, ma l’essenza del soggetto esposto, dei suoi desideri, delle sue abitudini, del suo mondo e del suo sentire; proprio per questo è solita ritrarre soggetti che conosce personalmente e che posino per lei, o nel caso semplicemente ritrarre soggetti di cui ama sentirne la propria storia attraverso il racconto scritto e/o verbale.

L’artista alterna il suo pensiero, statico e mobile, fino a mutarsi continuamente.

I suoi soggetti vengono rappresentati in persistente movimento, questo determinato dalle linee sinuose e a tratti discostanti della pennellata.

Nel 2014 è il concetto di “Natura” che porta l’artista ad esternare emozioni allo stato puro e come sempre lo fa attraverso la materia; rappresenta la natura delle piante come la stessa natura del corpo, la raffigurazione della vita, dell’evoluzione e della morte viste attraverso stati sentimentali “ a colori”.

Si parla di evoluzione dell’esistenza: la raffigurazione delle nostre paure e le motivazioni per affrontarle.

Soprattutto nelle opere del “2014/’15, l’artista racconta di una “Ragnatela virtuale (web)”

che è la strada delle nuove emozioni, espressioni dell’anima e del sentimento esternato.

Le opere di questo percorso rappresentano figure umane (ritratti e corpi) intrecciate da un reticolo virtuale, dove, la messa a fuoco è stabilizzata in punti sensibili dell’anima:occhi, bocca, seni e addome.

Labirinti cromatici si insinuano nei corpi ed esplodono in stati d’animo attraverso le zone più emozionali del corpo.

In questo ciclo di opere i titoli sono esattamente ciò che l’artista vuole mostrare:Paz zia, Stupore, Desiderio, Sospetto, Odio, Consapevolezza, Gabbia; una raccolta di impulsi forti nuotano sulla tela, viaggiano sulla materia e si tramutano nell’immensità del divenire.

Alessandra La Chioma si mostra totalmente senza rimorsi e rancori, solo con la forza di chi sa mostrarsi, non solo davanti all’osservatore, ma anche e soprattutto davanti ai suoi occhi.

“La gabbia”, 2015, olio su tela tratta con pasta di gesso e colla vinilica, cm 100x100x4

Osservando uno degli ultimi lavori di Lale “la gabbia” mi riconduco ad una citazionedi Vincent van Gogh:

 

“Gli uomini si trovano spesso nell'impossibilità di fare qualcosa,

prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile.

Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri.”

Vincent van Gogh, Lettere a Theo, 1872/90 (postumo 1914)

 

Lale racconta le paure che ci imprigionano e racconta l’impossibilità di vederne l’uscita; una confusione di visioni dove non si sa dove iniziano le sbarre e dove finisce la libertà del sentire.

 

Un labirinto in corpo

descritto e circoscritto.

Una parete corporale

da poter adorare.

Un percorso inusuale

che andrebbe vissuto.

 

Critica a cura di Benedetta Spagnuolo

23 Giugno 2015

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